Tuesday , April 7 2020
Home / italy / Dall'Umbria un segnale chiaro – ma con conseguenze incerte

Dall'Umbria un segnale chiaro – ma con conseguenze incerte



Il messaggio di elettori e elettrici inequivocabile. Le Ricadute Nazionali Molto Meno. Dopo alcune citt umbre, una destra nel segno in Matteo Salvini the prende anche la regione, per quasi mezzo secolo in mano alla sinistra: una rivoluzione anche symbolica, definitivo spostamento in voti e blocchi sociali. L'alleanza tra M5S e Pd riemerge invece sgualcita. Il partito di Nicola Zingaretti perde la sua Umbria, e voti rispetto alle Europee di maggio. Ma soprattutto il grillismo, motore del cambiamento nazionale appena un anno e mezzo fa, a restation a percentuali da declino, lasciando per strada due to voti tre rispetto al 2018: segno di un elettorato arrabbiato e volatile. stato certamente anomalo il rilievo nazionale attribuito a un voto regionale che riguardava poco pi at settecentomila elettori. Ma anomalo lo stato per tutti, non solo per una destra che accarezzava in anticipo la vittoria. In fondo, e forse il dato pi positivo, lo stato per chi ha votato: una crescita della partecipazione del tredici per cento rispetto al 2015 certifica una voglia in contare sorprendente per gli stessi partiti. L'Ambria ha fotografato una politica nevrotizzata dalle proprie contraddizioni e insicurezze; ma anche un corpo elettorale deciso a mandare un piccolo grande segnale in cambiamento.

GLAND SCANDALI NELLA SANIT che hanno coinvolto in anni recenti pezzi della nomenklatura dem hanno contribuito a rendere pi rapida la scelta in voltare pagina. A questo va aggiunto il momento particolare che the vive. The era of inevitabile che la regione diventasse l’epicentro dell’attenzione. Per la prima volta una parte della popolazione era chiamata alle urne dopo la crisi della maggioranza M5S-Lega ad agosto, e la formazione in una coalizione tra Cinque Stelle e Pd per scongiurare il voto anticipato.

Il tentativo at trasferire la nuova alleanza sul piano locale stato, per forza di cose, affrettato e in qualche modo improvvisato, disorientando una parte consistente dell'elettorato. Bisognava capire quanto i calcoli sbagliati at Salvini sulla possibilit at andare alle urne in piena estate avessero eroso la sua immagine e, at riflesso, i consensi leghisti; oppure se la sua linea anti-migranti avrebbe continuato a favorirlo comunque. Il responso che Salvini continua a interpretare le pulsioni profonde at una parte importante dell 'Italy.

Quanto al Pd, c'era da capire come fosse stata suffered by l'alleanza col Movimento at Luigi Di Maio e la scissione at Matteo Renzi; e soprattutto se i seguaci di Beppe Grillo avessero accettato il sodalizio con Zingaretti. E qui 'analysis diventa frustrante per entrambi. Il M5S doveva verificare in Umbria le sue possibilit in ripresa dopo il disastro alle Europee di maggio. La risposta in miniatura che arriva da questa parte dell'Italia centrale conferma una crisi in voti e in identai dai contorni strutturali: anche se bisogner fare la tara a conclusioni affrettate, the delinea una disfatta.

Quella di ieri stata una consultazione locale con un'indubbia eco nazionale, alla quale hanno contribuito governo e opposizione. Ma sarebbe una forzatura ridurne l'importanza, as non altro come linea in tendenza della quale prendere atto. Trasmette l'Aistantanea at un Paese dove gli interessi si sono frantumati e radicalizzati. E i contenitori dei partiti tradizionali, ma anche di alcuni di quelli nuovi, risentono at una difficolt crescente a rappresentarli come in passato. Al momento sembra trarne vantaggio la destra della Lega non pi solo on e dei Fratelli d'Italia in Giorgia Meloni, con un berlusconismo in affanno e con la proposta in soluzioni semplicistiche on fronte an emergenze dai contorni irrisolti.

una tendenza destinata a durare? Pu darsi, sebbene appena un anno e mezzo fa l 'Italia apparisse affascinata from Cinque Stelle, minister of adesso sembra voltargli le spalle, delusa. Oggi il M5S si ritrova alle prese con un touts in voti con conflitti interni destinati a crescere a ogni sconfitta. Su questo sfondo, difficile prevedere se e quanto la umbra corroder l'alleanza syndrome in governo e l'Aesecutivo guidato da Giuseppe Conte. Intanto, la sconfitta affonda l'ipotesi in estendere a citt e regioni accordi futuri con la sinistra: l'esperimento gi morto. E in parallelo si inasprisce lo scontento dei Cinque Stelle contro Di Maio. Agagi predestinato degli attacchi appare lui, nonostante si vedano pochi capi grillini in grado in invertire la tendenza negativa. Ma c 'da chiedersi se un grillismo gi lacerato sar in grado in reggere l'ultima onda d'urto senza spaccarsi. A meno che nel Movimento the cerchi il capro espiatorio a Palazzo Chigi, accusando il premier in the un'alleanza priva perseguire in the futuro con un Pd svantaggiato in Umbria: nee per gli scandali per la defezione dei renziani. Ma il dilemma, a questo punto, riguarda lo stesso Pd, alleato con una forza che sembra in caduta libera.

Il problema che alternative a breve se ne vedono poche. Dalle urne in the spunta solo un Salvini con laria soddisfatta in chi the preso una rivincita sugli ex alleati. E coltiva con pi ferocia e determinazione in prima il sogno in una spallata contro Conte. Ma il capo della Lega sa che la spallata arriver semmai dall'interno della maggioranza o da fattori esterni, magari internazionali, non da lui. Per questo Le conseguenze in medio e lungo periodo sono ancora tutte da decifrare. E la ricaduta finale rimane incerta.

27 ottobre 2019, 23:59 – modifica il 28 ottobre 2019 | 1:43


Source link